Romina VenierComment

We need an embrace.

Romina VenierComment
We need an embrace.

"UNO.
É il numero di abbracci al giorno che ci fa sentire subito meglio.
La solitudine a cui ci relega la tecnologia e le vite sempre più social ma virtuali creano un disagio crescente. Ma il proprio supporto emotivo può essere comunicato con un semplice tocco."
_ Studio effettuato dai ricercatori dell'University College London _

Una coperta morbidissima... _  Photo ©GIUSEPPEGHEDINAFOTOGRAFO

Cos'altro può essere se non un lungo caldo abbraccio quello che la neve regala alla natura durante l'inverno. Un lungo avvolgente cappotto bianco carico di fiocchi sotto cui riposare, sotto cui rigenerarsi. Una mano calda appoggiata allo stomaco dopo la vitalità estiva e lo sforzo autunnale di togliersi di dosso tutto quanto fatto finora. Una coperta morbidissima su cui adagiarsi, appoggiare il viso e addormentarsi.

 
 

A volte, sferzata dal vento, la coperta si rialza lasciando scoperto il fianco, ma come una mano amorevole, presto una nuova coltre ripara e rassicura. E la natura piano, piano, fa pace con l'inverno.

 

Uno dei primi posti che visito dopo una nevicata è Passo Giau.
Poco frequentato d'inverno, riesce a custodire l'atmosfera immacolata quel po più a lungo da farti sentire un privilegiato. Se, come spesso accade, il vento segue di poco la neve, i pendii sembrano scolpiti da mani sapienti di designer. Un giorno in più e le tracce degli scialpinisti tagliano in curiose diagonali la neve sotto le pareti; dalle tracce delle loro discese ne scaturisce tutto il loro divertimento. 

 

La chiesetta di Passo Giau _ Photo ©ROMINAVENIER

 
 

L'abbraccio della prima neve a Passo Giau _ Photo ©ROMINAVENIER

 

Mi ci è voluto tanto tempo e molti suoi abbracci per riuscire a far pace con l'inverno. Il giorno in cui l'ho accolto è passata la paura. In fondo niente può contro il freddo più di un buon abito, un caldo berretto, scarpe adatte e un abbraccio.

I pendii sotto la chiesetta di Passo Giau disegnati dal vento _  Photo ©GIUSEPPEGHEDINA

In Inverno Passo Giau rimane defilato rispetto al circo delle piste da sci, se si esclude l'impianto che sale dal Rifugio Fedare, sul versante verso Selva di Cadore, che conduce al Rifugio Averau. Motivo in più per visitarlo.
Si può contare sul Berghotel Passo Giau per una merenda o sull'ospitalità di Gigi Dariz del Ristorante Da Aurelio . Si può decidere di rimanere a dormire contando su una notte piena di stelle o allontanarsi di pochi passi dalla strada e rimanere così a guardare le vele dello snowkite che cercano di alzarsi in volo. O partire presto al mattino per essere i primi, raggiungere la chiesetta e crogiolarsi al sole come fosse un caldo abbraccio.